Fotografia di Dino Ignani
Attracca la notte
nel cielo
il mai bene espresso
il mai non troppo rivelato
della testa sia vuoto stellato,
che io sia morto sue unghie suo
parto contorto a spiegare, miei ossi
che piovvero la pioggia dell’altro continente
nell’altro anno e sale, tra le capitali
del mondo in spasimo, una mezzaluna
e la stralucenza d’Occidente
ingiganteggia quel leone
prima di uccidere,
santo il suo nome e il
suo atto, religioso il suo
navigare i sette corsi trattenuti
da sabbia commossa con me, adesso,
che il cuore un momento rollando s’imbarca, io
sono nominato, dov’erano smorfie si legge vuole
rilanciarti lo specchio curve del resto:
Specchio Specchio Specchio tra le foglie
mi indica la tua soglia che soffoca
nell’oscurità salata in dubbio
d’omicidio e fiati su e giù
o mai aperti al mondo
occhi domattina.
Da: Il viaggio inaudito, Tosadori, Riva del Garda 1981

