ilglomerulodisale 2025
collana di poesia icaro, diretta da Gaetano Giuseppe Magro
prefazione di Alessandro Pertosa
Fragranza remota più che presenza iconica, la sant’anna di Daìta Martinez (ilglomerulodisale 2025, collana di poesia “icaro”, diretta da Gaetano Giuseppe Magro, prefazione di Alessandro Pertosa) è un’essenza materna velata e insieme foriera, matrice d’incarnazione e di grazia.
Una tessitura lessicale di smarginata morbidezza nidifica in immagini lievi, in cui l’amore umano presenzia in forma aurorale, per lievissimi indizi. Similmente, una devozione priva di rigidità o accenti dichiarativi s’avvia per tracce vegetali e lunari, enunciando cose vive che fioriscono con cautela: gigli alati, bianche magnolie, piogge sacre; e in questa botanica amorevole il senso mistico, non mediato da intellettualismi o schemi dottrinali, diviene tatto, prossimità, carezza. Anche grazie a tali “elementi naturali trasfigurati”, che sono “specchio dell’interiorità”, come ben nota Alessandro Pertosa in prefazione, un bagliore diffuso avvolge il versificare di Daìta Martinez: poetessa che, da sempre, posa il sacro in grembi di tenerezza e veglia del cuore.
L’intimità filiale modula la voce poetica a una filigrana prosodica fatta di riprese, echi, rarefazioni, che educano il verso a elevarsi senza peso. L’invocazione per prossimità affettiva, la contemplazione amorosa attenta e sensibile, le associazioni che affiorano con naturalezza; un simbolismo originario, trasparente, che accorda suoni e pause come mani giunte in preghiera: ne deriva una scrittura che custodisce, con nobile dolcezza, il tremito originario dell’amare.
In un aver caro dai chiarori attenuati, in levare; nel rispetto del manifestarsi dell’altro, nel riguardo: parola delicata e atteggiamento contemplativo, che ha dimora dove il corpo ricorda la sua luce; nell’etica sensibile che ridà dignità ed esistenza all’altro da sé, persino a proprio discapito.
Il poemetto conclusivo, dedicato a Sant’Anna, tratteggia un evento infantile che rilascia, con arcana grazia, la sua eco emotiva. La memoria s’addensa in segni minimi: un muro, capelli pettinati, “una osanna/ liberata dal fiato corto del pianto”; nelle chele d’una solitudine indotta e sgomenta, protratta da “giorni scaduti immacolati”, in cui ancora non s’era esperito il male del mondo. Ecco che la sottrazione narrativa raggiunge, qui, il suo vertice: dilatando l’intensità espressiva di affetti e turbamenti, ricoverando il senso nell’interstizio tra le immagini:
il taglio si è smarrito
sono sette anni sono solo sette noci i denti
che nascondo sotto al cuscino per l’illusione
di un dono per un furtivo abbraccio alle spalle
che sappia per un solo attimo farmi fiatare la
gondola del cuore ha poche onde il mio cuore
e nessun pontile per l’attracco
Accorato primordio interiore che la poetessa ricorda, con sommessa commozione; custodito accanto alla vita nel silenzio, ora consegnato al mistero della poesia.

*
da: sant’anna, ilglomerulodisale 2025
è l’incerto sguardo del passero
a schiarire la fonte battesimale
per grazia santa la santa odora
la preghiera del mattino il suo
piccolo occhio e la tua piccola
voce innamorata del momento
atteso alla pendice del silenzio
*
perdonami Padre se non so correre giù
per un abbaglio d’amore che sia amore
il dolore risorto alle spalle del vento la
bocca serrata che è bambina trovata un
attimo dentro al petto del diverso nome
distratto per mancanza di un bacio solo
come solo è il gioco dagli occhi spinto
dentro il custode angelo addormentato
*
ha il nudo del sole il silenzio
cadente sul dorso della casa
dimenticata sotto l’albero dei
merli in fiore che lieve è l’aria
della sera mentre accorgi una
piccola sirena ferita di rugiada
*
proteggi la sua bocca angelo della sera
alla prima ora in fiore sul silenzio di Dio
*
stringi dolcemente stringi la mano della luna
un solo bianco giglio di tempo che niente poi
sia il tempo capovolto il volto della prossima
stanza d’intesa scesa al silenzio della pioggia
accolta nell’attesa che di Te è nido morbido il
mattino e l’aria che adesso al cuore trema per
una carezza addormentata su un ramo leggero
di cielo tenuto dal vento sulla porta dell’ulivo
*
adesso che il mercato assonna il ronzìo
delle stelle una lacrima resta d’inverno
sul corpo dimenticato di palermo dirsi
notte ha nome sottratto alla nascita del
tempo tutto il volto è silenzio e tremare
ho visto antica la novena di sant’anna il
breve batticuore perso in cortile l’identica
sedia della madre e con nulla il cinguettìo
del merlo accorto dove nel vuoto si lascia
il senno coi suoi piccoli riccioli tra le dita
dell’angelo mio difetto d’amare per ogni
ora l’onda sgranata dal vento che il vento
ha già spezzato e ferita leggerissima cade
*

Daìta Martinez, palermitana, ha pubblicato: (dietro luna), Lietocolle 2011, la bottega di via alloro, Lietocolle 2013, nutrica, Lietocolle 2019.
Vincitrice – sezione dialetto – del 7^ Concorso Nazionale di Poesia Città di Chiaramonte Gulfi, è stata finalista, per l’inedito in dialetto, della 44^ edizione del Premio Internazionale di Poesia Città di Marineo. Inserita nell’Almanacco Secolo Donna 2018, Macabor, nel 2019 ha pubblicato la finestra dei mirtilli, suite poetica scritta con il poeta Fernando Lena, per Salarchi Immagini; il rumore del latte, per Spazio Cultura Edizioni; a varca di zagara per Macabor.
È presente in Anni di Poesia di Elio Grasso (puntoacapo 2020).
Finalista – sezione raccolta inedita – della 34^ edizione del Premio Lorenzo Montano, nel 2021 ha pubblicato: Liturgia dell’acqua per Anterem, Le madri, haiku con acqueforti di Vincenzo Piazza, per le Edizioni dell’Angelo; nel 2023 Miros de mure – Odore di More, con traduzione in romeno di Eliza Macadan, per Cosmopoli, e nell’ora dell’aurora per la collana portosepolto di peQuod. Ha ricevuto il Premio Francesco Carbone Experimenta 2023 per la poesia. Ha pubblicato, nel 2024, con i poeti Franca Alaimo, Andrea Castrovinci Zenna e Pietro Romano, Il pettirosso rosso, haiku, per Ladolfi e, nel 2025, con Franca Alaimo, le piccole per Spazio Cultura. È tradotta in francese, spagnolo, inglese e tedesco. Suoi testi sono in Contemporary Sicilian Poetry: A Multilingual Anthology, Italica Press. Per ilglomerulodisale collabora con lacollana “La rosa del guardare”, diretta da Franca Alaimo, e dirige la collana “la brocca rossa” con Pietro Romano.

