Samuele Editore 2024
Collana Gialla a cura di
Alessandro Canzian, Roberto Cescon, Augusto Pivanti, Gian Mario Villalta
CIMITERIALE
Ho troppe lapidi nel cuore
bianche pulite stese
con dell’erba attorno ben curata
allineate, come cerotti sulla carne.
Le guardo da una fissa distanza
non troppo vicina non troppo lontana
per non sentire troppo
per non sentire troppo poco.
Le spolvero con lo sguardo
le sbianco con la giusta luce
rinverdisco l’erba tra una e l’altra.
Ogni tanto mi porto una mano al cuore
non so mai se per accarezzarle
o per calmare il dolore.
*
AI FORNELLI
E poi ci sono le persone,
mia nonna ai fornelli
ad esempio
mica è andata via
è qui
come allora,
con tutta la sua liturgia.
*
MANI
Guardo il tramonto su Marghera
le ciminiere perse tra il rosso del cielo
i riflessi della laguna rubano la luce
si infiamma anche l’isola della Giudecca;
lo strazio in tanta bellezza.
La mano di Amos oz morente
nella mano della figlia
un ago nella vena, il giallo teso
della pelle dice la fine;
lo strazio in tanto affetto.
In una sottocartella nominata “NO”
la foto della mano di mia madre
quella di mio padre, tra le mie
gli stessi aghi, gonfiore, colore.
Può lo strazio della malattia portare tanto amore?
*
CUCIRE ARAZZI
Ho fogli foglietti bordi angoletti
biglietti scatole ma anche bugiardini
buste e pizzini, brandelli
di vita scritti ovunque,
idee nelle tasche
pensieri persi nelle borse
sparsi nei cassetti:
dovrei raccoglierli, farne un collage
un arazzo forse, cucirli insieme.
Farne una coperta, una mantella ma
con che filo, non mi basta lo spago
la sutura non tiene, i pezzi non stanno insieme.
La trama cambia, i personaggi escono
deformi, scomposti. un fiammifero,
vi prego: pace ai miei pensieri.
*
IL LUOGO DEL CUORE
Un tempo mi chiedevo
perché non potessi avere
tanti occhi dieci mani
molte vite tre cuori
quante orecchie, non lo so.
Oggi mi chiedo perché
due occhi, uno mi basta
perché due orecchie, uno
mi basta. Tante vite?
diomio già una è abbastanza.
Il cuore? il mio cuore lo vorrei
dentro una scatola da scarpe
in un armadio a muro.
Lo sentirei battere
dall’androne di casa,
saprei che funziona,
che sono viva.
Altro da sentire non chiedo.
*
TEMPO IN OGNI DOVE
Tempo imperfetto
come un elastico
tirato tirato, non segna mai
un punto preciso nel passato
ma qualcosa di ininterrotto,
tirato tirato salta, arriva di colpo
in un altro quando, in un altro dove.
Nulla continua, nulla dura,
ed è subito futuro.
*
VENEZIA
Venezia
limpida e ghiacciata
scenografia di se stessa
immutabile senza fretta
si consuma
come i delitti
che giacciono al centro
del cuore
ma il gelo di oggi
blocca le crepe
e il sangue
non fuoriesce
per fortuna
che fortuna
avere un cuore
che sanguina
in silenzio
d’inverno.
*
Anna toscano vive a Venezia, insegna presso l’università Ca’ Foscari e collabora con altre università. Un’ampia parte del suo lavoro è dedicato allo studio di autrici donne, da cui nascono articoli, libri, incontri, spettacoli, corsi, conferenze, curatele, tra cui Il calendario non mi segue. Goliarda Sapienza e Con amore e con amicizia, Lisetta Carmi (electa 2023) e le antologie Chiamami col mio nome. Antologia poetica di donne vol. I e vol. II. Molto l’impegno per la sua città, sia partecipando a trasmissioni radio e tv, sia attraverso la scrittura e la fotografia, ultimi: 111 luoghi di Venezia che devi proprio scoprire, con G. Montieri, 2023 e in The Passenger Venezia, 2023. È nel direttivo scientifico di Balthazar Journal ed è stata direttiva della Società italiana delle Letterate; molte collaborazioni con testate e riviste, tra le altre minima&moralia, domani, doppiozero, Leggendaria, Artribune, il Sole24 ore. La sua sesta e ultima raccolta di poesie è Al buffet con la morte, 2018; liriche, racconti e saggi sono rintracciabili in riviste e antologie. Suoi scatti fotografici sono apparsi in guide, giornali, manifesti, copertine di libri, mostre personali e collettive. Varie le esperienze radiofoniche e teatrali. www.annatoscano.eu

