Arcipelago itaca Edizioni 2025

collana Mari Interni diretta da Danilo Mandolini
con un contributo di Francesca Foscarini e sei disegni di Francesca Raineri

Stefania Bortoli con Corpo _ Spazio _ Parola (Arcipelago itaca Edizioni 2025, collana Mari Interni, con un contributo di Francesca Foscarini e sei disegni di Francesca Raineri) dà alla luce un’opera d’impostazione interdisciplinare: nata da una pratica performativa – un laboratorio di danza contemporanea condotto da Chiara Bortoli, sorella dell’autrice, presso lo spazio artistico Voll di Vicenza – ma anche visiva, ritmica ed emozionale, interiorizzata e ripercorsa attraverso la parola. Tale iter creativo, che avviene precipuamente in notturna “nella camera della Torre”, quando l’anima che raccoglie la sua voce è avvolta nel silenzio e nella solitudine, è tuttavia il frutto dello “spazio di grazia” – come dichiara l’autrice – “che ha accolto tutto l’amore, l’intimità della fiducia e dell’amicizia”. Sorella biologica e sorelle d’elezione sono le compagne di un’immersione nell’ascolto limpido, che riporta a un’identità affettiva e relazionale preminente su ogni altra: “Siamo quello che amiamo, desideriamo e condividiamo”.
Francesca Foscarini, danzatrice, coreografa e insegnante, legge Corpo _ Spazio _ Parola come un incontro tra danza e poesia che avviene nella “vertigine del non sapere”, e nel “contatto intimo con l’invisibile”; dove la voce-guida, interamente sorella, diviene “traghettatrice” all’intuizione totale di sé stessi e dell’altro, tra rimembranza e presenza: un “altrove sconosciuto” dove il movimento libera scenari, sensazioni e ricordi.
Francesca Raineri, artista visiva e danzatrice, riflette sul disegno come atto fisico: “nel disegnare, il processo dice del corpo” e l’incoerenza delle forme genera “un corpo altro, abitato da altri corpi e altri spazi”. Raineri sposta così l’origine della visione: non esperienza ottica, ma tattile, propriocettiva, interiore. La figurazione trasla ad atto conoscitivo, per nulla imitativo: il gesto del tracciare cerca una nuova totalità a partire dal frammento sensibile. L’artista non aspira a una coerenza anatomica o formale a prescindere, ma accetta la discontinuità, la sproporzione, il disaccordo. Oltre la norma, il modello, la simmetria, l’essenza fisica diviene plurale, porosa, connessa; e in questa rinascita percettiva le immagini poetiche – cipressi, radici, luna, libellule, pesci e coralli, sabbia e conchiglie – sono apparizioni interiori che emergono dalla sostanza vivente.
I testi poetici portano sempre una data (da febbraio a maggio 2024) e scandiscono un percorso di trasformazione e di riconnessione: col proprio organismo e col mondo. Sono liriche perlopiù brevi, diaristiche, plasmate in una sintassi fluida e visionaria.
C’è il tessuto vitale che matura e si rigenera, la danza come intesa e contatto; una natura epifanica, pervasiva: gli alberi, il mare, le mangrovie e i fenicotteri, i lupi, le stagioni danzanti, le nuvole nei cieli; la memoria che si dilata nel silenzio, l’incontro con l’altro come via maestra d’istruzione.
Il linguaggio è sensuale, rarefatto, spirituale: nei labili confini della propria concretezza, l’autrice sembra ritrovarsi: Corpo _ Spazio _ Parola prende i tratti di un rito di passaggio da una materia incarnata sopita e cieca a una dimensione sensibile d’apertura, entro cui danza, arte e scrittura divengono cura e riconciliazione.
Un diario di percezioni, un cammino di ritessitura e concordia fra interiorità e visibilità. I testi, dallo stile mosso e vibrante, spesso di sapore ellittico e permeabile per intensa sensibilità, sembrano flettere la propria sintassi al ritmo del respiro, alla lentezza della propria realtà in movimento: “Dare corpo alla giusta lentezza/ fare ciascuna forma con calma allenando l’attenzione”.
Il linguaggio poetico è palpabile e trasparente, volto a cogliere l’emersione fenomenica delle cose: una poesia che s’inscrive idealmente in quella costellazione di voci devote alla coscienza lirica del corpo – da Rosselli a De Angelis, fino a Candiani – trovando un suo tono distintivo nella tenerezza percettiva e nella diligenza di ascolto. Ne risulta un testo pluridimensionale, in cui la parola, il disegno e il corpo si rispondono in una struttura polifonica, segnata da un profondo, corale vissuto dell’esserci.
Anche nell’elemento coreutico, la forma tangibile è continuamente attraversata da presenze oniriche e diventa l’incarnato del movimento poetico stesso, aprendo in sé inediti spazi intimi: “Ora – intorno a te –/ trenta palpebre si chiudono/ Sto ascoltando la memoria del corpo:/ mentre decifra dentro di me/ si generano Altre forme”.

disegno di Francesca Raineri


*


da: Corpo _ Spazio _ Parola (Arcipelago itaca Edizioni 2025)

Esiste questo spazio di grazia
come libertà di sentire tutte le vite
che vivono
nel corpo che invecchia – senza paura di fare
Non mi sono vista, non mi sono preoccupata
Il tuo attento sguardo
mi ha raccontato che le braccia
erano aperte – distese in volo d’uccello –
Mi rincorrevo come una bambina senza età

*

240324

I.
Le profondità del contatto e delle visioni

Voltarsi nelle lontane maree
tra solide radici
mangrovie e fenicotteri immersi nell’acqua salata
falesie di nera lucida ossidiana
             battute dalle onde oceaniche
                                                           Tempesta sul mare

II.
Vedo
l’approdo all’isola estrema
l’Oceano Indiano minaccioso
              l’improvviso ballare della spiaggia
Gli artigli dell’epicentro spaccano la terra
Fratture della memoria
                                     libellule nell’ambra blu
pezzi di legno pesci e coralli
frammenti di conchiglie sotto_ sopra la sabbia nei mari

E poi ancora l’abbaiare dei cani sulla spiaggia

*

090424

Visibili ali del desiderio
            la tua esperienza danzante
E poi l’invisibile tocca il reale
                                   Oltrepassa…

Poteva accadere perché tu sei qui ora accanto a me
Qui sto bene
al di là di tutte le parole solitarie
                                               che continuo ad amare

Nella camera della Torre bussano –
nella mia stanza bussano sulle spalle
Quando si dimenticano di morire
                                    fluttuano dove è presente la sera

*

190424

All’inizio
sul cuore pulsante c’è una mano
                           (porta un peso sul petto)
Disporsi all’ascolto
nei dettagli che si depositano
Lasciare che ciascun particolare
                           scenda attraverso il corpo
Tutto comincia dai piedi nudi
                           – interno esterno –
Piante dei piedi si radicano
come l’odore di terra bagnata                dopo la pioggia    
Dieci persone toccano il suolo – dita polpastrelli
le nostre mani –

                            a quattro zampe mi fermo
Oggi
l’istinto è più semplice
perché la mente al silenzio si dispone
Senza brusio – e resti deposti dai giorni
               (la mente è ormai vuota)

Trovo la forza interiore – il piacere
Visualizzare scapole e schiena
                                    il tutto dietro di me
Schegge compongono
            l’insieme del movimento
                                     più libero d’abbandonarsi
Insolita è la sperimentazione – l’Ascolto dell’altro
Diventerà come un peso leggero?

*

Stefania Bortoli vive a Pove del Grappa (VI). Si è laureata in Pedagogia all’Università di Padova con una tesi di Estetica e Psicoanalisi. È stata docente di Lettere al Liceo Artistico.
Ha pubblicato le raccolte poetiche: Voci d’assenza (Editrice Artistica Bassano 2012; segnalato al Convegno internazionale di Poesia a cura di Anterem 2011, Menzione di merito al Premio Nazionale di poesia “Achille Marazza” 2013); Con la promessa di dire (Book Editore 2016; Menzione d’onore al Premio “Lorenzo Montano” 2018, finalista alla 8^ edizione del Premio nazionale editoriale di poesia “Arcipelago itaca” 2022); Desiderare (Arcipelago itaca Edizioni 2023), con prefazione di Alfredo Rienzi.
La silloge inedita Il giardino dell’attesa ha vinto il Primo Premio Silloge “Transiti poetici” (2022).
Opera senza titolo, silloge breve inedita, è risultata vincitrice alla 10^ edizione del Premio nazionale editoriale di poesia “Arcipelago itaca” 2024 e sarà contenuta nel Nono repertorio di poesia italiana contemporanea di Arcipelago itaca Edizioni 2025. É presente in alcune antologie, fra cui Transiti poetici 2022 e 2024, Distanze verticali (Macabor 2024), Mondi (Fara Editore 2024), Anteprime – Gli Inediti di Finestre (2024) e in diverse riviste online e blog letterari.
Ha partecipato a reading poetici e alle edizioni 14^ e 15^ di “Libri di Versi” (2022 e 2023) e alla realizzazione di libri d’artista che interpretavano i suoi testi poetici, tutte opere prodotte con artiste visive.