Alter Ego Edizioni 2025
In Purgatorio, Ilaria Palomba indaga la carne come spazio liminale del pensiero, soglia in cui il dolore si fa atto conoscitivo e la materia diventa campo incendiario dell’invisibile. L’esperienza della caduta s’inscrive in una topografia interiore che ricorda, in chiave contemporanea, il cammino mistico rovesciato, teso alla disgregazione, di Bataille: una discesa che apre alla possibilità dell’estasi nel nucleo stesso della finitezza. Attraverso un linguaggio levigato, che riesce a far coincidere precisione e delirio, l’autrice costruisce un itinerario di consapevolezza radicale, dove il corpo non è mero strumento di esistenza, ma laboratorio dell’essere e della sua lacerazione. In questo attraversamento del limite, l’annotazione diviene pratica metafisica, esercizio di presenza sull’orlo dell’annientamento.
Purgatorio di Ilaria Palomba si colloca nel punto di intersezione tra esperienza corporea e dimensione speculativa del reale. Il corpo ferito, ineluttabilmente oltraggiato, diventa il luogo in cui la coscienza misura il proprio limite e ne fa principio di conoscenza. L’autrice, la cui scrittura è nutrita da ampi studi filosofici di statura accademica, e da una cultura polifonica, vasta e stratificata — dalla più raffinata letteratura ai testi mistici, dalla cinematografia alla musica classica – elabora una fenomenologia del dolore come forma di pensiero, in cui la caduta non è evento puntiforme, ma struttura dell’esistenza. Il dettato, lucido e visionario, trasuda la sapienza che questa pluralità di voci e campi del sapere intreccia, come un arazzo, in una tessitura iridata (diari di degenza, epistolari onirici, cruda narrazione, vertici lirici), di grande finezza strutturale e concettuale. Ilaria Palomba con Purgatorio trasforma l’esperienza della lesione in un adito alle fluorescenze oscure del sopramondo, restituendo alla letteratura la sua potenza sacrificale e interrogante.
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Mio Zadkiel,
non era solo coincidenza, non si coincide con altro che con il proprio destino. Le anime sanno dove riporsi, non obbedire ai sospiri. La bellezza nuda e molteplice resta nel ricordo, nel frammento. Non pensare di non essere stato abbastanza, tu eri, sei. Le anime tornano alla sorgente, prima della luce e del buio, tornano all’innocenza. Il dolore incupisce le ore, le irradia d’attesa, e attende una resa, un divenire informe. Dopo il dolore la strada è ritrovata, siamo talvolta condotti all’assenza. Liberarsi dei corpi, essere cielo tra foglie roride d’acqua. L’Arte è il viatico per quell’altrove? Se lo è, ricorda con amore chi ha attraversato il sentiero. La mano che stringe le tue guance. Lascia fluire nei sogni chi hai amato, sarà ancora con te, ti custodirà dall’alto, dal fuori di ogni dove, l’assoluta animicità senza corpo. Lei è salva, se le è stato concesso di andare. È nel risveglio che non teme la contingenza. Restiamo spettatori di un varco nella cenere. Restiamo nel ventre della Terra, dove ogni estasi si paga con l’angoscia. Chi trascorre è più in alto, molto più in alto, e resta senza attaccarsi a nulla, resta nella memoria dell’increato. Se il volto di Dio ha una stanza, è una finestra divelta su un giardino. Nella casa frantumata cresce lo sparto e al culmine dei piani domina larghissimo mare ialino, privo di profondità, sulle montagne i custodi ci osservano, la spuma delle onde protegge il dolore che vuole straripare. L’acqua è il segno delle vite che scorrono, e questo eterno ci seduce e perdona. Dall’altissimo e dall’informe serpeggiano i celesti, i nomi indicibili dei nostri amati, la sfera illuminata del mancare.
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Ilaria Palomba, pugliese di origine, romana d’adozione, è nata nel 1987. Ha pubblicato i romanzi Fatti male (Gaffi 2012, tradotto in tedesco per Aufbau-Verlag), Homo homini virus (Meridiano Zero 2015, “Premio Carver” 2015), Brama (Giulio Perrone Editore 2020), Vuoto (Les Flaneurs 2022, “Premio Oscar del Libro” 2023, presentato al “Premio Strega” e menzione romanzo innovativo/sperimentale al “Premio Terre di Puglia”). Le sillogi poetiche Città metafisiche (Ensemble 2021), Microcosmi (Ensemble 2022, menzione d’onore al “Premio Semeria” 2021 e “Premio Virginia Woolf” al “Nabokov” 2023), Scisma (Les Flaneurs 2024, “Premio Libro Irregolare”). Ha partecipato alle antologie ll mestiere più antico del mondo? (Elliot 2017), L’ultimo sesso al tempo della peste (Neo 2020). Ha fondato il blog letterario “Suite italiana” e attualmente collabora con la rivista “La Fionda”. La fotografia è di Alessandra Tardio.

