Da “I fiumi”, Marcos y Marcos 1985

Cacciatori sulla neve

Io vorrei saper dire amore
amore amore amore
come fanno i dementi
ed essere infelice infelice
per il troppo bene,
un solvente, che spezza la catena delle vite
per darci la definitiva morte,
simile a Dio in questo, o
al cuore;
o voi del mondo invisibile
spiriti verdi e soli,
carbonchi,
che assaggiate i fiocchi di neve
al volo ed osservate come il ghiaccio
pattina i bambini i loro guanti,
col peso d’un passero, le
sue ipsilon sul bianco, come
li fonda sulla petrosa neve
dopo l’uscita dal bosco pieno di culle,
come noi pensando fuoco fuoco,
ansanti perché la neve,
eppure nudi e senza freddo
con dita luminose e
sulle labbra non il vapore,
lo spazio e il tempo: non date voce,
come il giocatore in panchina
lo sguardo agli altri
teso a capire, come un signore
morto agli antipodi, dietro,
che fa così con le braccia,
a rallentatore cammina o in un morso d’affetto,
o voi che non siete più
per essere nel mondo strano indispensabili
cespugli di more
lepri soprannaturali
per invitarmi alla caccia,
catturarmi e, ora, appeso
riconoscervi amici,
miei simili, per un gesto antico:
giunti al riparo toccarono
i calici in un brindisi;
spesso è il profilo dei monti
spesso il particolare d’una foglia
che v’inquieta e parlottate,
non dicesi non est…
allora camminate
eschimesi
fiocinatori spaziali senza amata:
“era del colore che nelle carte geografiche
è del mare che profila la costa,
di quello convenuto per i deserti,
e quello attribuito alle depressioni
dove la crosta per le rughe dei fiumi è più fertile,
erano torrenti su di lei e piste e v’incombeva un cielo”:
sulla discesa i cani sono rossi
ed anche voi scomparsi.

*

Due voci

Non addolorare il dolore non gioire la gioia,
contro nessuno è l’amore che si scaglia
né il muro recato è in premio.
Caddero, tu che credevi, la enigma
alla sonda era gettata al largo,
da qui a qua, smarrita in pieno sole
di là dal pavimento e dal mare –
caddero – dalla vita nessuno
è mai tornato e tuttavia
non avere e non dire niente
di questo alla luce di quello.
La casa incessante è costruita, assaggiala,
conferma un sapore sconosciuto,
nero alla somma delle voci,
ali dentro la storia, nero rampante in campo nero, ché
sempre nei paesaggi serpeggiano i sentieri ed
è la condizione e la forza del vento che
determinano la direzione del suo volo,
oppure stare alla morte
come tu stai alla vita
dieci anni dopo o darei dieci anni per.

*

Alessandro Ceni (Firenze, 1957) è poeta, saggista, traduttore e pittore. Laureato in Lettere con una tesi su Tommaso Landolfi discussa con Piero Bigongiari, ha esordito nel 1980 con I fiumi d’acqua viva, in Poesia Uno (Guanda), e nel 1981 ha pubblicato Il viaggio inaudito (Tosadori).
Tra le sue opere poetiche: I fiumi. 1983-1976 (Marcos y Marcos 1985; 2ª ed. 1990); La natura delle cose (Jaca Book 1991); Nel regno (quattordici passaggi) (Nuova Compagnia Editrice 1993); La realtà prima (I Quaderni del Battello Ebbro 1995); Il pieno e il vuoto. Antologia delle poesie 1976-1995, a cura di Roberto Carifi (Marcos y Marcos 1996); Ossa incise e dipinte (L’Albatro 1999); Tra il vento e l’acqua (Edizioni della Meridiana 2001); Mattoni per l’altare del fuoco (Jaca Book 2002).
Seguono Nella valle dello Scesta (Il ragazzo innocuo 2009); La ricostruzione della casa. Poesie scelte 1976-2006, a cura di Daniele Piccini (Effigie 2012); Parlare chiuso. Tuttelepoesie, a cura di Roberta Bertozzi, Stefano Guglielmin, Massimo Morasso, Daniele Piccini e Salvatore Ritrovato (puntoacapo 2012); Combattimento ininterrotto (Effigie 2015; Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2016; Premio Poesia Città di Fiumicino 2017); 77 (Helicon 2018); I bracciali dello scudo. Poesie 1983-2023 (Crocetti 2025).
Ha pubblicato il saggio La sopra-realtà di Tommaso Landolfi (Cesati 1985) e ha curato Barabba di Pär Fabian Lagerkvist (Jaca Book 1985), Fiabe irlandesi (Bulgarini 1990), Fiabe africane (Bulgarini 1991) e La biblioteca dei cavalli: il cavallo (Guaraldi 1992).
Ha al suo attivo un’ampia attività di traduzione dall’inglese, dedicata, tra gli altri, a Samuel Taylor Coleridge, Edgar Allan Poe, John Milton, Djuna Barnes, Charles Brockden Brown, Joseph Campbell, Mary Shelley, Oscar Wilde, Robert Louis Stevenson, Edith Wharton, Joseph Conrad, Lewis Carroll, D. H. Lawrence, Herman Melville, Thomas de Quincey e Walt Whitman, per editori quali Marcos y Marcos, Cappelli, Studio Tesi, Bompiani, Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Passigli, BUR e Guaraldi.
Ha ricevuto il Premio Ceppo Pistoia (1993) e il Premio LericiPea (2004). Parlare chiuso. Tuttelepoesie è stato finalista al Premio Giuseppe Dessì e nella rosa del Premio Viareggio-Rèpaci nel 2012; Combattimento ininterrotto è stato nella rosa del Premio Viareggio-Rèpaci nel 2016 e ha vinto il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como nel 2016 e il Premio Poesia Città di Fiumicino nel 2017. Si dedica proficuamente anche all’arte pittorica, per la quale ha fatto numerose esposizioni personali e collettive.

Anche qui: https://www.asterorosso.com/2026/08/12/alessandro-ceni/