Marco Saya Edizioni 2021
prefazione di Gian Ruggero Manzoni

(estratto)



Dalla prefazione di Gian Ruggero Manzoni, leggiamo:

Da sempre la realtà di Maria Grazia Galatà viene distillata in immagini, passaggi sonori, versi ricchi di un’intensa concentrazione, dove ogni intento narrativo si perde in favore di istantanee sospese in una dimensione in cui l’assenza di tempo e spazio regge l’accaduto […] In tale componente domina un coinvolgente senso estetico che ulteriormente avvalora i suoi frammenti poetici, in cui “la scena del dire” o, meglio, “la messa in scena” di un ipotetico dialogo si articola, creando una costante atmosfera che parrebbe enigmatica, ma misteriosa non è.
[…] Questo persistente squarcio, questa porta, questa fenditura che, “fortunatamente”, permette l’entrata nel pieno valore della libertà, senza ricorrere a miti o a divinità, forse è già in sé l’ultimo svelamento che a noi uomini è concesso, a tal punto che ogni segreto al termine del dire possa assumere un nome e una forma […] Ecco anche il perché, per Maria Grazia Galatà, la poesia e l’arte, in genere, risultano forme di vita “alternative” le quali rifiutano il distruttivo tipico della natura umana, e quindi della storia, nonché rifiutano arroganza e presunzione, per ritrovare il bandolo della verità in una sorta di inattesa rivelazione.
[…] L’immutabile, assoluto e rigido ordine della natura, che tanta filosofia e letteratura ha interpretato come la massima espressione della perfezione del mondo e della volontà divina, è per Maria Grazia Galatà una sorta di contenitore dal quale si può evadere, e la sua poesia, senza alcun dubbio, ne è una prova più che tangibile.

*

ed è tramonto di un passo
dentro ogni spina di spine
la fine di un luogo

la forma dell’angolo nel limite ignoto
e dimmi – le tue albe quali sono?

Fotografia di Maria Grazia Galatà

*

la libertà costruita – le mille prigioni
quante volte questo lungo pontile
ha toccato un verso d’amore?

c’è una luce
violenta e strana
in quest’oceano che avanza

*

la verticalità del gesto ha notti lucide
di insonnia – sai la ricorrenza non è che
il rincorrersi del tempo che acuto sorge
all’imbrunire – nell’ammasso di luce
quando la dedizione all’inganno è solo
subìta da un’immagine perpetua

Fotografia di Maria Grazia Galatà

*

mancano giorni e lungimiranze esistenziali
ai bordi di passioni sfrenate
dimensioni sospese

un viaggio dalla vita alla morte
questo camminare camminare

inesattezza del passo

Fotografia di Maria Grazia Galatà

*

c’è un punto fermo – la radice che
accoglie quando il sole ingoia un lento
lamento – e qualcosa di ignoto in un
brivido di vento

*

sei qui nel tempo sospeso mentre guardi
i miei passi all’orizzonte rosso di una rivoluzione
mancata – l’ora infinita – la potenza del silenzio
l’esodo di una parola in codice

Fotografia di Maria Grazia Galatà

*

senti il silenzio in questo passato abbandono
ch’è monumentale e bisbiglio e tutto vago
là dove l’unica forma è sentirsi parte quando
tutto cambia

*

forse un sogno nascosto tra preferenze
negate e spazi d’allarme o improbabili
primavere occulte – in questo crepuscolo
mentre taglio immagini interrotte

prima che arrivi freddo