peQuod 2026
collana Le Rive, diretta da Marco Monina
prefazione di Alessandro Rivali
l’urlo di Sara1
nella stanza di tuo padre cercasti la corda
la collana della morte a girarti il collo
il veleno della serva era sceso in gola
e fermarlo potevi solo con il silenzio
sul cuore divelto dormiva lo sciacallo
con i sette mariti avvolti nell’abisso
mentre apristi la finestra per implorare
sui tuoi occhi si gettò il firmamento
e l’angelo raccolse il pianto e le stelle
*
The prison2
fu la pioggia a mancarmi più del sole
e l’odore dell’erba lavata nei campi
la disegnavo di nascosto in prigione
e sulle carte sequestrate dai soldati
ci svuotammo il cuore e lo stomaco
perché il mondo ci sentisse cantare
ma una notte vidi il cielo tuffarsi
nel taglio scomposto della ferita

*
Accordo3
non ho compreso cosa danzasse nel buio
se una cometa o l’acqua delle tue lacrime
quelle che trattenevi in gola per respirare
per poi berti in un solo fiato tutta la sete
e adesso che cammini sopra una linea
che taglia il cielo in strisce di pioggia
dove i fili d’erba si intrecciano alla luce
mi chiedo se al mio respiro pensi ancora
tu che dall’aria hai imparato a farti vento
*
Madonna col Bambino e San Giovannino4
non volgi gli occhi a me che sono qui
e i capelli chiari li ho visti raramente
hai una luce così bianca sulla fronte
che poco importa il rosso del vestito
mi appoggerei anche io solo di lato
come il Battista che ti sfiora la veste
con il Bambino nudo alle ginocchia
in un rovescio di tenebra nel sole
con la morte che per la prima volta
sceglie il mare a colorarti il manto
*
è ancora il tempo degli sguardi e dei minuti
che si spezzano sotto il peso delle dita
per tingersi di rosso nell’uva di settembre
e diventare vino alla tavola della sposa
aspettami sempre sotto l’arco di un ponte
dove sotto fredda passa l’acqua del fiume
ogni sbaglio lo farò cantare insieme all’acqua
e nel fango della riva immergerò le mani
io ho imparato ad abitare l’incertezza
a vedere la grazia immutata che si compie
nello schianto che fa il cuore quando frana5
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- Il riferimento è al Libro di Tobia (3,7-10): Sara, tormentata dal demonio Asmodeo, che ha ucciso i sette uomini ai quali era stata data in moglie, prima che potessero unirsi a lei, e insultata da una serva di suo padre per la propria condizione, medita il suicidio per porre fine alla sua sofferenza; cfr. Tb 3,7-10. (Dalla sezione la promessa). ↩︎
- Dalla sezione nell’aria di marzo, dedicata a Mairead Farrell ↩︎
- Dalla sezione incidere il vento ispirata alle opere di Marco Poma ↩︎
- Il riferimento è alla celebre opera di Raffaello; la poesia è dalla sezione Tableaux ↩︎
- Dalla sezione lo spazio del vuoto ↩︎
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Laura Corraducci (Pesaro, 1974) è poetessa e insegnante di inglese. Nel 2007 ha pubblicato la sua prima raccolta poetica, Lux Renova (Edizioni del Leone). Nel 2015 è uscita Il Canto di Cecilia e altre poesie (Raffaelli), classificatasi al secondo posto al Premio di poesia Camposampiero 2016. Nel 2020 ha pubblicato Il passo dell’obbedienza (Moretti & Vitali), tradotto in francese da Alain Bourdy. Nel 2026 è uscito Tableaux (peQuod).
Dal 2012 al 2025 ha ideato e curato a Pesaro la rassegna Vaghe stelle dell’Orsa, dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera. Nel corso delle dodici edizioni, la manifestazione ha ospitato oltre novanta poeti italiani e stranieri.
Ha scritto e portato in scena diversi recital letterari: Orgoglio e pregiudizio, ispirato al romanzo di Jane Austen; Dell’amore, della parola e di altri tormenti, dedicato alla vita e agli amori di quattro celebri coppie di scrittori; Il rovescio della luce, incentrato sui drammi storici della Seconda guerra mondiale; Anna Achmatova: sopra di me soltanto il cielo, sulla vita e la poesia della poetessa russa; Marlene Dietrich. Storia di un angelo azzurro, dedicato alla vita dell’attrice e cantante tedesca; L’amore incrinato, sulle passioni violente e dannose; Le linee della vita, omaggio a Francesco De Gregori.
Ha tradotto Dire sì in russo, della poetessa inglese Caroline Clark, e poesie della poetessa turca Muesser Yehniay, del poeta statunitense Bill Wolak e del poeta indiano Sonnet Mondal. Sue poesie sono state tradotte in spagnolo, inglese, olandese, rumeno, francese e portoghese.
Si occupa di temi legati alla poesia e alla fede. In questo ambito ha scritto e portato in scena L’amore ha da ardere, dedicato alla poesia mistica d’Occidente e d’Oriente, e Io, Ester, sono nata Regina.

