Anterem Edizioni 2023

Stimoli visivi, intellettuali, sonori; suggestioni semantiche e grafiche in movimento, intessute in una filigrana d’interazioni giocose, rapidissime.
Armando Bertollo in Volumi immaginari (Anterem Edizioni 2022, collana Nuova Limina, con una nota di Silvia Comoglio) approfondisce la peculiare ricerca, coerente negli anni, di una poiesis che si faccia ascesa alla piena manifestazione: prototipo di riaggregazione, mutevole scenario, sempre mobile ed effimero, di assoluta presenza.
Ondulazioni e balenii, scatti e discese, l’enunciato si posa sulla pagina privo di afflati lirici e rigide affermazioni, ma piuttosto come laboratorio esperienziale, ad andatura aneddotica: trasduzione lesta e briosa di percezioni istantanee, riportate con cura sinestesica, bilanciamento concettuale e spaziale, in pieno esercizio di trasparenza.
L’Essere sembra qui manifestarsi esemplificandosi, nel vario splendore mai esauribile di moti e interazioni, afferenti a campi teoretici e semiologici, ma anche sonori, radianti o ondulatori.
Tracciati apparentemente bidimensionali, eppure dilatati in una tridimensionalità aumentata, perché visitata dell’eterna rappresentazione dei rapporti tra gli elementi. Silvia Comoglio accompagna con preciso sguardo, quando nomina le “energie segniche” del “pensiero visivo taoista delle origini”. I Ching, cerimonia e responsabilità del segno che, per adesione ritmica e figurativa alle velate asserzioni del reale, diviene divinazione e destino.
Così, ma con freschezza pura e originaria, in equilibrio tra fondachi di verità permanente e la contingenza del percepibile, tracciati e lemmi rapprendono sulla pagina relazionandosi energeticamente, e ponderando il proprio apparire in vibrazione e movimento.
Onde, segmenti e tratteggi; caratteri e forme, congiunzioni e precipitazioni sono lassamente disciplinati in geometrie dinamiche che paiono dissolversi e riaggregarsi davanti agli occhi. Reticoli grafico-sonori di volubile fluidità, e a un tempo icastiche sinossi coronate di irrevocabilità, come qualsiasi puntiforme manifestazione dell’Essere che scelga la perfetta compiutezza dell’istante.
Lo Spirito – sembra dire Bertollo – preme sulle rigide delimitazioni e verte alla dissolvenza della sintassi, esprimendo la sua energia in mutevolezza.
Il poeta, fedele alla sua inconsueta e personalissima indagine poetica, sembra voler riportare dalle contrade del primordiale tutto e dalle dilatate ampiezze del sempre alcuni tragitti addensati, che dell’enigma dell’esistenza fanno coreutico esempio.
Se l’esaustività è provvisoria, cangiante, il lavoro è essere accesi, pronti allo stupore; e riferire, filtrando attraverso la propria coscienza, vincoli e attinenze, movimenti e metamorfosi.
Ogni segretezza sfugge a routine cognitive ed esistenziali precostituite: dunque rincorrere l’Essere, nelle sue incessanti esemplificazioni di sé, significa aderire ai propri sensi soprannaturali, gli unici che posso captare notizia tra le evanescenze del creato: riportando in ricettivo e docile ascolto con gaia, serissima intensità.


Il colore


vite…


grillo e lucciola


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Armando Bertollo è nato a Thiene nel 1965, vive a Schio (VI). Dal 1991 esplora le forme del linguaggio dell’arte e della poesia con particolare attenzione alle loro relazioni, interazioni, interferenze. Ha pubblicato: Ribeltà. Esperienza del Linguaggio (Cierre Grafica, 2004); Il Teatrino della scrittura. Attraverso i sintomi (Cierre Grafica, 2009); Lo spettacolo inaugurale. Coordinate di galleggiamento (Anterem edizioni – Cierre Grafica, 2014). Ha partecipato a esposizioni, simposi, rassegne, happening, pubblicazioni di arte contemporanea in Italia e all’estero.